Andrea Pirlo ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport commentando alcuni temi del calcio moderno e si è soffermato sul suo futuro da allenatore e sulla mancata qualificazione dell'Italia ai mondiali.
Futuro da allenatore in Europa?
"Se vado a vedere la mia carriera di allenatore, ho sempre raggiunto gli obiettivi della società. Alla Juventus mi avevano chiesto di arrivare in Champions: fatto. In più ho vinto Coppa Italia e Supercoppa. Sono andato via e sono rimasto un anno fermo, non riesco a capire il perché. Anzi, lo so, ma non voglio dirlo. Dopo, sono andato al Karagümrük, in Turchia: settimo posto in campionato, risultato mai raggiunto da quel club, e record di partite consecutive senza sconfitte. Sono andato alla Samp, in B, e l'ho portata ai playoff, come da richiesta del club. L'anno successivo sono stato esonerato dopo sole tre partite. Quest'anno l'Fc United mi ha chiesto la promozione nella massima serie e l'ho conquistata. Ho sempre ottenuto i risultati, se poi a qualcuno non piaccio, è un altro discorso".
Italia a casa?
"Pensiamo alla forza fisica, alla corsa, mentre bisogna tornare a stoppare il pallone, passarlo bene, sviluppare la tecnica e, sul campo, guardare in avanti. La tattica prima o poi si impara, ma se non apprendi da piccolo a stoppare e a passare il pallone, diventa tutto più difficile. Per questo non andiamo ai mondiali".
Fonte Tuttonapoli
