Il 6 aprile, dopo la vittoria contro il Milan, Antonio Conte dichiarò: "Se fossi il presidente della Federazione, mi prenderei in considerazione… Del resto ho già lavorato con la Nazionale". In quel momento sembrava una provocazione. In realtà era già un annuncio: in quelle ore il tecnico stava comunicando ad Aurelio De Laurentiis la sua intenzione di cambiare aria dopo due stagioni intense, bellissime e tormentate. Ma Conte aveva già voltato lo sguardo altrove. Lo scrive La Gazzetta dello Sport
Conte ct della Nazionale italiana: la Juventus è di Spalletti, ma il ruolo di salvatore della patria lo seduce davvero
La Juventus, opzione che non ha mai smesso di solleticare il suo immaginario, è destinata a restare un sogno nel cassetto: Luciano Spalletti è saldamente in sella a Torino. La strada che si apre davanti a Conte, invece, porta dritta a Coverciano. Il calcio italiano vive uno dei periodi più bui della propria storia: tre Mondiali saltati in fila pesano come macigni. Conte sa bene cosa significa scendere in fondo al dirupo e pianificare una rapida risalita: è la sua specialità, il territorio in cui ha sempre dato il meglio di sé.
Conte ct dell'Italia, potrebbe riprendere il filo dieci anni dopo
Non è la prima volta che Conte e la Nazionale si incrociano. Nel biennio 2014-2016 guidò gli azzurri fino alla sconfitta ai rigori contro la Germania, sedotto com'era dalla proposta ricca e ambiziosa del Chelsea. Ora, esattamente dieci anni dopo, potrebbe riprendere quel filo interrotto, in una cornice completamente diversa: non più il costruttore di un ciclo, ma il salvatore della patria chiamato a rilanciare il movimento dopo tre Mondiali persi nell'aria. Anche allora trovò una nuova governance federale: capiterebbe di nuovo. E lui, com'è noto, lavora meglio quando la situazione è disperata.
Fonte Tuttonapoli
