Macché ritorsione, si è trattato solo di un incidente di percorso, chiarito con un tempestivo intervento radiofonico da Gaetano Manfredi. «La cittadinanza onoraria ad Aurelio De Laurentiis verrà conferita in occasione del centenario del Napoli. La mancanza del numero legale in consiglio non ha avuto alcun significato politico, ci sarà il pieno consenso comunale», ha spiegato infatti il sindaco, provando a ridimensionare il caso (perché in effetti qualche mal di pancia c’è...). Il presidente azzurro può però stare sereno: avrà entro l’estate l’onorificenza a cui tiene e che è convintissimo di essersi meritato, grazie ai due scudetti vinti dalla squadra azzurra durante la sua gestione. Il club continua a essere invece in grave ritardo rispetto alle sue dirette concorrenti (e pure nei confronti di società minori come Venezia e Arezzo, che stanno per dotarsi di uno stadio di proprietà) sul vitale versante delle infrastrutture, ma non è stato questo il motivo dell’inattesa frenata di mercoledì, quando la proposta di Forza Italia per attribuire ad ADL lo stesso riconoscimento già ricevuto da Spalletti e Mertens era stata congelata.
De Laurentiis non è interessato a investire nel Maradona ed è fermo pure sul fronte del centro sportivo, convinto com’è che il settore giovanile (la Primavera è di nuovo a rischio retrocessione) sia un asset non produttivo. Un paradosso, visto che il club azzurro è intenzionato di nuovo a puntare su player trading e plusvalenze, investendo sui giovani talenti. Ma tant’è... Di certo resterà però inascoltato l’appello alla sinergia di Manfredi a radio Kiss Kiss. «È un momento importante per lo stadio di Fuorigrotta, stiamo mettendo in piedi un gran progetto per riqualificarlo in sintonia con la Regione Campania e speriamo di farlo con la partecipazione della SSC Napoli». Non succederà, perché il presidente dice di voler fare tutto da solo ed è sempre in cerca dei terreni giusti, che finora non ha trovato.
Il restyling del Maradona si farà comunque con i soldi pubblici e il Napoli continuerà a utilizzarlo da semplice inquilino. Ma De Laurentiis avrà lo stesso la cittadinanza onoraria, come ha ribadito Manfredi. Parva materia, rispetto alle nuvole che si addensano sul futuro azzurro. L’austerity è una certezza, in mancanza di investimenti nelle stutture. Toccherà a Conte decidere se adeguarsi o meno alla strategia conservativa del presidente. Di certo il tecnico leccese è deluso dall’ambiente (spaccato) che lo circonda. C’è addirittura chi giudica la stagione fallimentare, nonostante il secondo posto e la Supercoppa Italiana vinta nell’occhio del ciclone dell’emergenza. La beffa è che l’infermeria si stia svuotando ora, a 270’ dalla fine. Ieri nel test con la Scafatese (2-2) si sono rivisti Di Lorenzo e Vergara, con il capitano che sarà titolare lunedì sera contro il Bologna. In infermeria è rimasto solo Neres...
Fonte Repubblica
