La Marca: "Napoli ha sottovalutato il Bologna"

 




A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’avvocato Domenico La Marca. Di seguito, un estratto dell’intervista. 

Come giudica il successo del Bologna con il Napoli? 

“Il rischio di sottovalutare l’incontro con il Bologna era concreto, considerando che il Napoli, dopo il pareggio di Parma che ha di fatto spento le residue ambizioni scudetto, era riuscito a vincere soltanto contro la Cremonese. Nel primo tempo la squadra di Antonio Conte ha incontrato diverse difficoltà contro un Bologna di Vincenzo Italiano determinato a chiudere al meglio la stagione. La scelta dei rossoblù di schierarsi con un centrocampo a tre si è rivelata particolarmente efficace: Scott McTominay e Stanislav Lobotka sono stati infatti ben contenuti, con la costruzione del gioco del Napoli affidata quasi esclusivamente ai braccetti difensivi e ai lanci diretti su Rasmus Højlund. Anche la posizione ibrida di Federico Bernardeschi, tra esterno e trequartista, ha creato non pochi problemi alla retroguardia partenopea, che si è ritrovata sotto di due reti. Il Napoli è però riuscito a trovare un gol importante nel finale di primo tempo, accorciando le distanze e rientrando in partita. Nella ripresa, il pareggio immediato firmato da Alisson Santos, tra i migliori insieme a Højlund, aveva riacceso le speranze di rimonta. Tuttavia, dopo il 2-2, la spinta emotiva del Napoli è progressivamente calata e la gara sembrava destinata al pareggio. Nel finale, però, un’azione di Rowe ha portato al tiro di Miranda: il portiere Milinković-Savić non è stato impeccabile nella respinta e sulla ribattuta lo stesso Rowe è stato il più rapido a insaccare, regalando così la vittoria al Bologna e rimandando il discorso qualificazione Champions alla trasferta di Pisa. Nel complesso, non è stata una prestazione convincente per il Napoli, che ha sofferto nel primo tempo le giocate e le accelerazioni del Bologna. Nella ripresa, dopo il pareggio, ci si aspettava qualcosa in più da una squadra che aveva tutti i mezzi per completare la rimonta e portare a casa la partita”. 
Secondo lei adesso il secondo posto del Napoli è a rischio? 
“Il Napoli arriva a questo finale di stagione con un obiettivo molto chiaro: trasformare le ultime due partite in un percorso di chiusura solido, concreto e soprattutto senza ulteriori esitazioni. La trasferta di Pisa rappresenta, di fatto, un passaggio chiave. È una gara che va affrontata con grande attenzione mentale prima ancora che tecnica: qui non si tratta solo di vincere, ma di mettere il sigillo definitivo sulla qualificazione Champions, evitando di trascinare la situazione all’ultima giornata con margini di incertezza. In generale, il Napoli ha il dovere di provare a chiudere il campionato con due vittorie, perché è fondamentale dare un segnale forte nel finale di stagione. Un campionato che, dopo il pareggio di Parma, ha vissuto un percorso altalenante, con prestazioni e risultati non sempre all’altezza delle aspettative. Proprio per questo diventa importante chiudere con una risposta concreta, consolidando il secondo posto e dando un segnale di reazione forte nell’ultima fase della stagione”. 
Cosa ne pensa delle voci che vorrebbe il Napoli interessato a Khalaili dell’Union Saint Gilloise? 
“Anan Khalaili è un nome emerso un po’ a sorpresa nelle ultime ore, ma che in realtà rispecchia perfettamente il modus operandi del Napoli degli ultimi anni: puntare su giovani talenti, anticipando la concorrenza prima della definitiva esplosione nelle grandi leghe europee. Parliamo infatti di un classe 2004 che, nonostante la giovane età, ha già maturato un’esperienza interessante con l’Union Saint-Gilloise, mettendosi in mostra anche a livello internazionale. Si tratta di un profilo moderno e molto interessante: un giocatore dotato di buona tecnica, ma anche di gamba e intensità, caratteristiche fondamentali nel calcio attuale. Khalaili può agire su tutta la fascia e nel sistema dell’Union Saint-Gilloise viene spesso utilizzato da esterno nel 3-4-2-1, ruolo che gli permette di sfruttare sia la corsa sia la capacità di puntare l’uomo. Un’operazione che, se confermata, ricorderebbe diverse intuizioni del Napoli del passato: investimenti su calciatori ancora poco conosciuti al grande pubblico ma con margini di crescita importanti, nella speranza di trasformarli in protagonisti ad alti livelli”. 
Come giudica la vittoria della Juventus con il Lecce? 
“La vittoria contro il Lecce ha confermato quanto sia pesata l’assenza di Vlahovic: un attaccante che dentro l’area sa fare la differenza e che ha immediatamente indirizzato una partita che, altrimenti, avrebbe potuto complicarsi. I salentini, infatti, arrivavano da una situazione delicata, con il vantaggio sulla Cremonese ridotto ad appena un punto, e dopo il pareggio contro un Verona già retrocesso alla Juventus serviva una risposta da squadra matura. La Juventus ha risposto presente con una prestazione concreta e solida, creando diverse occasioni e mantenendo il controllo del match per lunghi tratti. Se si vuole individuare un limite nella gara dei bianconeri, questo è rappresentato dalla mancata chiusura definitiva della partita quando se ne sono presentate le condizioni: un aspetto che ha inevitabilmente aperto la porta a un finale più sofferto del previsto, complice il prevedibile forcing del Lecce alla ricerca del pareggio”. 
Come vede la corsa Champions?  
“Sarà una bagarre appassionante in queste ultime due giornate di campionato. Il Napoli ha un passaggio chiave contro il Pisa: una gara che non può essere sbagliata, soprattutto dopo il passo falso contro il Bologna. In questo momento la Juventus sembra avere qualcosa in più rispetto alle altre rivali, non solo per la classifica ma anche per i segnali mostrati a Lecce: la squadra, da quando c’è Spalletti, nei momenti in cui è stata chiamata a dare risposte importanti si è quasi sempre fatta trovare pronta. Diverso invece il discorso del Milan, che dalla trasferta di Roma contro la Lazio ha avuto un rendimento troppo altalenante: cinque sconfitte, un pareggio e appena due vittorie. Il ko casalingo contro l’Atalanta ha inoltre rimesso in corsa una Roma che sembrava ormai tagliata fuori dalla lotta europea. Nel frattempo, il Como continua a fare il proprio dovere, restando in scia e sperando nei passi falsi delle avversarie”.