Agostinelli: "Se sarà secondo posto, sarà una buona stagione"

 


A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta. Di seguito, un estratto dell’intervista. 

Il Napoli di Antonio Conte, l continua a perdere punti. Resta ancora da ufficializzare la qualificazione in Champions League. Da cosa deriva, secondo lei, questo calo di prestazioni dei partenopei?

“Bella domanda. Non si può mai dettare una verità assoluta, però certamente quest'anno la fase difensiva della squadra di Antonio Conte non è stata tra le migliori, perché il Napoli prende gol abbastanza spesso. Anche i singoli non stanno rendendo come ci si aspettava. Quando dietro non hai sicurezza, poi partite come quella contro il Bologna rischi di perderle.

Inoltre, dal secondo al settimo posto molte squadre hanno alternato due passi avanti e due indietro, e questo ha favorito l'Inter che negli ultimi due mesi ha preso il largo in maniera importante. Antonio Conte dovrà rivedere qualcosa, anche se ormai la qualificazione in Champions League sembra praticamente certa. Però pensavo che potesse arrivare anche prima.”

Doveva probabilmente arrivare prima, dopo una stagione un po' in chiaroscuro dei partenopei, che avrebbero potuto fare meglio soprattutto in Champions League.

“Certo, perché arrivare trentesimi su trentasei in Champions League è un risultato negativo. Il Napoli non è da quella classifica. Sotto quel profilo la stagione europea è stata deludente. In campionato, invece, arrivare secondi non può essere considerato un fallimento, ma sinceramente non mi aspettavo un distacco così ampio dall'Inter.”

Secondo lei questo distacco è giustificabile in termini di qualità della rosa oppure il Napoli ha performato al di sotto delle proprie possibilità?

“Il Napoli ha performato al di sotto delle proprie possibilità, pur avendo tanti alibi legati agli infortuni. Però credo che anche Antonio Conte sarebbe d'accordo su questo giudizio. Arrivare secondi dopo uno scudetto non è negativo, assolutamente, ma forse la vera delusione è stata non aver mai realmente insidiato il primo posto.”

Quindi, secondo lei, è mancata continuità nella corsa al titolo?

“Sì. Fino a metà campionato si pensava che, con il recupero degli infortunati, il Napoli potesse ancora giocarsi lo scudetto. Poi però non è stato così. L'Inter ha vinto meritatamente. Alla fine resta una stagione in chiaroscuro: positiva per il piazzamento in campionato, ma molto deludente tra Champions League e Coppa Italia.”

Dopo la campagna europea negativa di quest'anno, ritiene giusto continuare con Antonio Conte anche nella prossima stagione?

“Sì, assolutamente sì. Bisogna dare continuità al progetto. Poi non so cosa vorrà fare Conte, ma sinceramente io lo terrei senza dubbi. È difficile trovare di meglio sulla piazza. Certamente bisognerà fare un mercato importante: ci sono giocatori che ormai rappresentano una sicurezza, ma in altri ruoli bisognerà intervenire. Non parlerei di rivoluzione, ma di cambiamenti sì.”

Mister, ieri sera dopo Napoli-Bologna qualcuno ha parlato di una squadra che sembrava già in vacanza con la testa. Secondo lei questo può dipendere anche dalla volontà di alcuni calciatori di proseguire o meno con Conte?

“No, secondo me bisogna guardare altrove. Bisogna capire quali giocatori stanno entrando in una fase discendente, sia per età sia per rendimento. Il Napoli deve ritrovare certezze, ma non deve fare una rivoluzione. È una squadra competitiva ormai da anni, vince lo scudetto, va in Champions League. Però bisogna migliorare il percorso europeo, perché con uno stadio e una tifoseria così il Napoli non può uscire dalle coppe in questo modo.”

Sicuramente c'è bisogno di fare qualcosa in più, anche considerando gli investimenti fatti dal presidente. Dal primo luglio ci sarà probabilmente anche da sfoltire la rosa, con il rientro di diversi esuberi. Da chi ripartirebbe lei?

“Bisogna prima capire chi sarà l'allenatore. Se resterà Antonio Conte sarà tutto più semplice, perché lui avrà già individuato una linea precisa per migliorare la squadra. Se invece dovesse arrivare un altro tecnico, bisognerà adattarsi a idee e richieste diverse. Tutto gira intorno alla scelta dell'allenatore.”

E se dovesse restare Conte?

“In quel caso sarebbe sicuramente più semplice programmare. Però andrebbero riviste alcune situazioni, come quella degli infortuni, che hanno penalizzato molto il Napoli.”

Non è tutto da buttare via, visto il secondo posto che il Napoli si appresta a conquistare.

“Assolutamente no. Non bisogna ripartire da zero, ma fare una ristrutturazione intelligente: abbassare l'età media, migliorare alcuni ruoli e sistemare certe situazioni. Credo che la società abbia le idee abbastanza chiare, però serve chiarezza anche sul futuro dell'allenatore.”

Dal punto di vista del direttore sportivo, invece, si parla di un Giovanni Manna seguito da diversi club, tra cui la Roma dei Friedkin. Lo vede ancora parte integrante del progetto Napoli?

“Sul direttore sportivo mi esprimo meno, però una cosa è certa: quando un dirigente riceve richieste significa che ha lavorato bene. Credo che Manna abbia fatto un ottimo lavoro. Qualche errore può capitare, come capita anche agli allenatori, ma nel complesso il bilancio è positivo. Ripeto: arrivare secondi dopo aver vinto lo scudetto significa che gli errori sono stati limitati. Piuttosto guarderei alle brutte figure nelle coppe, perché il Napoli non se le può permettere.”

Stiamo vedendo un Alessandro Buongiorno in crescita nelle ultime settimane. Crede che il Napoli debba continuare a puntare su di lui anche dopo una stagione complicata?

“Io sì, ci punterei. Avendo allenato per tanti anni so che può capitare una stagione al di sotto delle aspettative. Però Buongiorno ha qualità fisiche e tecniche importanti. Io lo recupererei senza dubbio, anche perché venderlo oggi significherebbe svalutarlo.”