A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TUTTOmercatoWEB Radio. Di seguito, un estratto dell'intervista.
Bologna e Fiorentina abbandonano le coppe europee: c’era bisogno di quest’ennesimo segnale per certificare che il calcio italiano sia ormai scivolato al quinto o sesto posto in Europa?
“Purtroppo siamo in un momento difficile, come abbiamo sempre detto. Questa stagione si sta concludendo nel peggiore dei modi: se negli anni passati il bilancio non era stato così negativo, quest’anno rappresenta il punto più basso. Si chiude un cerchio fatto di risultati deludenti, dalla mancata qualificazione al Mondiale fino alle difficoltà nelle competizioni europee. Bisogna riflettere seriamente e ripartire da quanto accaduto, perché è un fallimento generale, di tutti, non solo delle singole squadre. Alcune eliminazioni potevano anche essere prevedibili, ma il problema è più ampio e riguarda tutto il sistema calcio italiano.”
Il nome di Giovanni Malagò per la FIGC, anche per quanto fatto al CONI, le piace?
“È sicuramente una persona che ha fatto bene ovunque sia stato, questo va riconosciuto. Ha portato risultati concreti, e nel calcio bisogna sempre guardare a quelli. Ha dimostrato qualità, ma anche quella componente di fortuna che spesso aiuta quando le cose si incastrano nel modo giusto. Ed è anche una figura molto politica, capace di costruire rapporti, e oggi serve proprio questo. Però il vero problema resta il sistema: possiamo discutere dei nomi, ma finché non cambia il meccanismo elettorale e il peso delle varie componenti, come la Lega Dilettanti, sarà difficile incidere davvero. Nessuno può rifondare da solo il calcio italiano, serve un lavoro condiviso.”
Per la Nazionale si parla di Antonio Conte: può essere il nome giusto per ripartire?
“Conte è sicuramente un allenatore che ha già fatto bene in Nazionale. È carismatico, uno che sa trasmettere energia e rivitalizzare i giocatori. Può essere una scelta giusta, così come anche Massimiliano Allegri. Poi il loro calcio può piacere o meno, ma parliamo di tecnici di grande esperienza. L’unico dubbio riguarda gli ingaggi: sono allenatori abituati a stipendi molto elevati, e bisogna capire cosa può permettersi la federazione. È vero che potrebbero accettare anche meno per allenare la Nazionale, ma è un aspetto da considerare.”
Secondo le notizie in suo possesso, Antonio Conte resterà sulla panchina del Napoli anche nella prossima stagione?
“Da quello che mi risulta, c’è ancora la possibilità che Conte resti al Napoli. Se ne è parlato anche ieri e le indicazioni vanno in questa direzione, ma non c’è certezza. Sono sensazioni, indiscrezioni. Di sicuro, però, serve una decisione rapida: il Napoli non può restare in attesa troppo a lungo, deve programmare la prossima stagione. Su questo De Laurentiis ha ragione a chiedere una risposta immediata.”
Quindi le informazioni che ha raccolto vanno verso la permanenza di Conte?
“Sì, al momento sì. Ma ribadisco: non è una certezza assoluta, sono voci che portano in quella direzione. Poi il mercato può cambiare tutto.”
Questa possibile permanenza dipenderebbe dal fatto che Conte non abbia alternative o da una sua scelta precisa?
“Da quello che mi è stato spiegato, entrano in gioco più fattori: c’è ancora un anno di contratto, c’è una squadra competitiva e anche la volontà di riscattare una stagione deludente soprattutto in Europa. Quindi potrebbe esserci questa intenzione di continuare e migliorare.”
Nel caso in cui Conte dovesse andare via, chi vedrebbe bene sulla panchina del Napoli?
“È una domanda difficile. I nomi che possono piacere sono quelli di Vincenzo Italiano o Gian Piero Gasperini. Serve un allenatore di spessore: dopo Conte non puoi prendere una scommessa. Farioli, per esempio, è bravo, ma sarebbe un rischio. Il Napoli deve puntare su un tecnico che sia pronto per competere subito ai massimi livelli.”
Il Napoli, però, in questa stagione non ha mai lottato davvero per lo scudetto, o sbaglio?
“È vero, ma il punto è anche un altro: bisogna crescere in Europa. Credo che De Laurentiis si aspettasse di più dal percorso europeo. Serve un allenatore che possa fare meglio da questo punto di vista. Italiano ha fatto due finali europee con la Fiorentina, Gasperini ha vinto l’Europa League. Il Napoli deve alzare il livello anche in campo internazionale, perché quest’anno è stata una delle squadre italiane che ha fatto più fatica in Europa.”
