Che Trigoria ormai non fosse abbastanza grande per tutti e due lo si era capito da qualche settimana. Ma le ferite dello scontro con Gian Piero Gasperini – che il senior advisor Claudio Ranieri ha scelto di riaprire davanti a tutti – hanno radici lontane. Affondano nel passato di un’estate turbolenta, iniziata con un idillio solo apparente.
Giugno, la presentazione di Gasperini “antipatico”
17 giugno 2025. È il Gasperini-day. Si festeggia la presentazione del nuovo allenatore. “Tra i tanti nomi ho fatto il suo perché sono convinto che la Roma ha bisogno di una personalità forte, di un tecnico che non si accontenta mai”, sorride Ranieri. Peccato che ieri Claudio abbia stravolto questa versione: Gasperini non era la prima scelta. “Prima di lui tre allenatori hanno rifiutato l’incarico”, la confessione del senior advisor. Che a giugno aveva pure bollato Gian Piero come “antipatico”. Una battuta, certo, ma quell’antipatia – menzionata per scherzo – è diventata presto un sentimento reciproco.
L’inizio del mercato estivo: il tecnico lamenta “ritardi”
Metà luglio. “Sono preoccupato. Siamo in ritardo, la squadra ha subito tante defezioni, tra infortuni e partenze. Abbiamo fretta e voglia di recuperare”. Prediche nel deserto, quelle di Gasperini. È in questo momento che il tecnico subisce il primo colpo dalla società: per il suo centrocampo voleva Rios, ma dal mercato arriva El Aynaoui.
Il messaggio al club: “Mi aspettavo di più”
Settembre. Il campionato è iniziato e Gasperini non ha la rosa che desiderava. Dentro Trigoria le frizioni sono già emerse. Perché Rios non è l’unico colpo saltato. Da Sancho a Echeverri fino a George, l’allenatore ha passato due mesi di attesa infinita e non ripagata. “C’era la necessità di fare qualche operazione in più”, spiega nell’intervista rilasciata sui canali del club per appianare le tensioni. “Bisognava intervenire sull’attacco”. Nel resto delle conferenze lascia intendere che molti degli acquisti sono il risultato di una strategia lontana dalle sue idee. Un esempio su tutti: “Ziolkowski è stato voluto da Massara. Vanno bene i giovani, ma la base devi averla”. Qui punge il direttore sportivo, ma ce n’è per tutti.
Le prime frecciatine a Ranieri
“Avrei voluto una maggiore presenza e raggiungere quei giocatori che avevamo individuato”. Siamo ancora lì, all’inizio del viaggio. Quando parla di “presenza”, Gasperini ha un obiettivo preciso: Ranieri. Dal senior advisor – e non solo – si aspettava più supporto.
Il fattore infortuni: la gestione dei recuperi non piace a Gasp
A novembre il paradosso. La Roma è prima in classifica senza più attaccanti disponibili. Sono tutti ai box per infortunio (Dybala, Bailey, Ferguson, Dovbyk). Per la serie “ve l’avevo detto”, Gasperini ricorda che il reparto andava rinforzato in altro modo. Non con il solo Bailey, oggetto del mistero che a gennaio – dopo 11 presenze – viene rispedito al mittente (Aston Villa). Quello del giamaicano è uno dei tanti casi di gestione dei recuperi che fa riflettere il tecnico. Gasperini solleva più di qualche dubbio sulla questione infortuni e le scelte dello staff medico, lascito di Ranieri.
Il mercato invernale: un altro terreno di scontro. La strategia del silenzio
La clessidra di Gasperini si rompe a gennaio. Dopo la trasferta di Lecce – in pieno mercato invernale – l’allenatore rimane in silenzio. In estate ha pazientato due mesi per Sancho. Ora sta facendo lo stesso per altri due attaccanti: Raspadori e Zirkzee. Non arriverà nessuno dei giocatori richiesti. Tanto che ieri l'allenatore ha ribadito che l’acquisto di Malen – che da solo tiene in piedi la Roma nella corsa verso la Champions – è solo merito suo. “Ogni tanto ho qualche soffiata che mi aiuta”, le parole di Gasp dopo la vittoria sul Pisa. E ancora: “Sono arrivati giocatori che non conoscevo. Ne avevo indicati due importanti. Ne hanno preso solo uno”. Lascia intendere che Ranieri e Massara non l’hanno aiutato e che ha dovuto arrangiarsi da solo per trovare un centravanti adeguato.
Interviene Ranieri: “Zaragoza l’ha voluto Gasperini”
Dopo il mercato invernale, prende la parola Ranieri: “Gasperini? Martellerebbe anche Dio”. Un’altra battuta, forse. Il segno che qualcosa non va. Sul mercato in entrata, il senior advisor parla di sintonia con il tecnico. “Voleva Malen e Zaragoza e sono arrivati”, sentenzia. Lo spagnolo, però, verrà impiegato pochissimo. Senza dimenticare Robinio Vaz. Gasperini ci tiene subito a precisare che quello è un “acquisto di prospettiva”, voluto dalla società. E che lui avrebbe preferito “giocatori forti”, pronti all’uso da subito.
Il disastro europeo: nuovo vertice con i Friedkin
Fine marzo. La cacciata dall’Europa logora il rapporto. Nei giorni successivi Gasperini – con i media – rilancia la strategia del silenzio. “Abbassamento di voce”, la giustificazione. I nodi del mercato tornano a galla nel vertice del venerdì post-eliminazione con i Friedkin, che non gradiscono i risvolti mediatici di questi confronti. Alla presenza di Ranieri e Massara, Gasperini rinnova le sue preoccupazioni sul progetto ispirato alla sostenibilità economica. Se da un lato la dottrina Massara consente di rispettare i parametri Uefa, dall’altro ritarda la creazione di una rosa competitiva da subito. “Il progetto giovani va bene, ma dobbiamo pensare al presente”, il suo monito.
La notte da incubo di Milano e la “rivoluzione” promessa dal club
Il 5-2 pasquale rimediato in casa dell’Inter non fa che aggravare la crisi. La proprietà vuole una scossa. Mette in stand-by i rinnovi dei fedelissimi Mancini e Cristante. Promette una “rivoluzione”. Tradotto: smantellare il “nucleo portante” di Gasperini. Quello a cui l’allenatore s’è affezionato. Quello dei “ragazzi seri, che stanno a posto con la coscienza”. Dei “Pellegrini, che ha il coraggio di metterci la faccia”. Per il tecnico la colpa non è loro, anzi. Nelle ultime conferenze ringrazia la squadra e i tifosi, non la società. “La Roma va migliorata, non smantellata”, tuona. Di rivoluzioni non vuole sentir parlare.
L’ultimo atto: le bordate di Ranieri a Gasp
L’ultimo atto dello scontro è cosa nota. Ranieri sposta il ring in pubblico: “Gasperini ha sempre approvato i giocatori che sono arrivati”, tuona prima di Roma-Pisa. E ancora: “Gian Piero lo abbiamo scelto per quello che ha fatto all'Atalanta con i giovani”. L’allenatore, dopo la partita, dribbla le domande scomode finché può. “Sull’Atalanta meglio non pronunciarsi”, dice. Poi sceglie la via dell’eleganza: “Mai avuto uno screzio con Ranieri. Ci vedremo la prossima settimana”. Ma la polvere, sotto al tappeto, non si può nascondere più.
Il bivio della Roma: o Gasperini o Ranieri. Quali sono gli scenari
Tanto che, se non ci saranno chiarimenti, ne rimarrà soltanto uno. Ranieri lo ha già detto: “Nel caso, sono pronto a farmi da parte”. Mentre Gasperini vorrebbe restare: “Mi auguro di essere ancora l’allenatore della Roma il primo luglio”. A più di una condizione, però. Che si cambi strategia. Non solo in ottica mercato (significa mettere in discussione Massara), ma pure lato staff. Pretende un’epurazione di tutte le vecchie componenti, lascito – sgradito al tecnico – di Ranieri. Claudio, invece, coltiva il sogno azzurro, infranto la scorsa estate per amore della Roma. Se la situazione resterà insostenibile, la panchina della Nazionale potrebbe tornare a fargli gola.
Fonte Repubblica
