La Marca: "Peccato perdere in casa contro la Lazio, mi aspetto una grande partita contro la Cremonese"

 


A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’avvocato Domenico La Marca. Di seguito, un estratto dell’intervista. 


Come valuta la sconfitta casalinga del Napoli con la Lazio? 

“Se la mettiamo sul piano dell’analisi, è difficile non considerarla una delle prestazioni più opache degli ultimi due anni. Il Napoli è apparso scarico, soprattutto sotto il profilo psicofisico, probabilmente ancora condizionato dal pari contro il Parma. Contro una Lazio ben organizzata e aggressiva, la squadra non ha mai dato l’impressione di poter rientrare in partita. Neppure l’episodio del rigore parato da Savić ha acceso quella scintilla emotiva che spesso cambia l’inerzia delle gare. Nel secondo tempo il copione non è cambiato: Lazio padrona del campo, Napoli incapace di costruire gioco e soprattutto di rendersi pericoloso, come dimostra un dato significativo, cioè zero tiri nello specchio della porta. L’unico squillo resta il palo esterno colpito da Alisson Santos, troppo poco per pensare di rimettere in discussione il risultato. In sintesi, ritmo basso, troppe imprecisioni in fase di costruzione e un centrocampo che non è riuscito a dare qualità né intensità. Dall’altra parte, una Lazio lucida, che ha saputo pressare e occupare gli spazi con continuità”. 

Che cosa si aspetta dalla sfida di venerdì contro la Cremonese? 

“In vista della prossima gara contro la Cremonese, è lecito aspettarsi una reazione da parte del Napoli dopo la prestazione deludente offerta al Maradona contro la Lazio. È probabile che si vada verso scelte diverse anche dal punto di vista della formazione: difficile immaginare la riproposizione dei quattro centrocampisti, soprattutto considerando che in questa fase della stagione il reparto non sembra essere al massimo della condizione. Attenzione però a sottovalutare l’impegno. La Cremonese è pienamente coinvolta nella lotta salvezza, in un duello serrato con il Lecce, e arriverà con grande motivazione e l’obiettivo di strappare punti pesanti. Il Napoli, dal canto suo, conserva ancora un margine di vantaggio sulla quinta posizione, ma non può permettersi ulteriori passi falsi, anche in vista della successiva trasferta contro il Como. Al di là degli scenari, resta un dato chiaro: gli azzurri hanno il dovere di chiudere il campionato nel miglior modo possibile. Centrare il secondo posto darebbe comunque una lettura diversa alla stagione, restituendo valore e prospettiva al percorso complessivo”. 
Come vedrebbe Mario Gila al Napoli la prossima stagione?  
“Parliamo di un profilo molto interessante: Mario Gila è un difensore che conosce già bene il nostro campionato e che alla Lazio sta mostrando una crescita evidente. Con Maurizio Sarri ha fatto passi avanti importanti, soprattutto in termini di letture difensive e gestione della linea. È un classe 2000, quindi ancora giovane ma già con una buona esperienza, destro naturale — caratteristica non banale, considerando che il Napoli si è trovato spesso a schierare due, a volte anche tre difensori mancini. Dal punto di vista tecnico è un giocatore pulito, ordinato, capace di impostare, e tatticamente offre grande duttilità: può giocare sia in una difesa a tre che a quattro. E poi c’è il dato del campo: proprio contro il Napoli ha offerto una prestazione di altissimo livello, riuscendo a limitare un attaccante fisico e difficile come Rasmus Højlund”. 

Come giudica la vittoria della Juventus con il Bologna? 

“Tra le squadre in corsa per la Champions, la Juventus è sicuramente quella che sta vivendo il miglior momento di forma. Parliamo di una squadra brillante, che trova con continuità la via del gol e che, soprattutto, dà l’impressione di divertirsi in campo. Vederla oggi a soli tre punti dal secondo posto era qualcosa di difficilmente immaginabile fino a qualche settimana fa. E invece, in questo momento, la Juventus sembra essere la squadra che arriva meglio al rush finale della stagione. Il lavoro di Luciano Spalletti è sempre più centrale all’interno del progetto: identità chiara, gioco riconoscibile e una crescita costante sotto tutti i punti di vista. Chiudere al meglio questo campionato significherebbe porre basi solide e concrete per il futuro, con l’obiettivo dichiarato di ripartire nella prossima stagione da assoluta protagonista”. 
Che partita si aspetta tra Milan e Juventus? 
“Sarà una sfida estremamente interessante, perché la Juventus ci arriva con entusiasmo e fiducia, mentre il Milan è in una fase più complicata. La vittoria di misura contro l’Hellas Verona ha lasciato qualche dubbio: una partita in cui gli scaligeri, pur con un piede in Serie B, hanno comunque creato occasioni importanti. Attenzione però al Milan: nei big match ha dimostrato di essere una squadra difficile da affrontare, capace di chiudersi, fare densità e colpire in ripartenza. Ed è proprio questo che rende la gara un banco di prova molto significativo per la Juventus, chiamata a dimostrare quanto sia realmente cresciuta. È una partita delicata, anche per gli equilibri della corsa Champions. Un eventuale passo falso di una delle due contendenti potrebbe riaprire scenari interessanti per squadre come il Como e la Roma, pronte ad approfittarne per rientrare pienamente nella lotta al quarto posto”.