Falcao: "Brasile vincerà il Mondiale"

 

Falcao alla Roma nel 1983

Paulo Roberto Falcao, ex centrocampista, ha rilasciato un'intervista all'ANSA: "Il Brasile vincerà il Mondiale: ha degli attaccanti fortissimi e in panchina c'è un c.t. con una marcia in più, Carlo Ancelotti. Malagò alla guida della FIGC? Lo conosco dai tempi della Roma, suo padre era consigliere della società. E' una persona competente, un amico, l'uomo giusto per far uscire il calcio italiano dalla crisi attuale. Mondiali? La palla è rotonda, conteranno gli episodi. Anche la Germania, come l'Argentina e il Portogallo, hanno le loro chances. Ma Spagna e Francia hanno un solo vero vantaggio, anche rispetto al Brasile: sono squadre già pronte, già formate. Ma alla fine vinceremo noi. Falcao dice la sua anche sul tema che sta spaccando il Brasile: la mancata convocazione di Neymar. Una vicenda su cui è intervenuto anche il presidente Lula, convinto che l'ex stella del PSG non possa essere chiamato in nazionale solo per il suo "nome". E l'ottavo re di Roma la pensa esattamente come lui, e come Ancelotti: "Vedo che ora sta cercando di giocare ma sono due anni che non lo fa. A me è sempre piaciuto, è un giocatore diverso. Ma non basta dire che giocherà come ha fatto in passato per sostenere che deve andare al Mondiale. Penso che Carlo abbia fatto ciò che avrei fatto anche io: ha detto chiaro e tondo che Neymar deve dimostrargli che sta bene. Non dipende da Carlo, ma da lui, da Neymar. Se sta al 100% gioca. Ancelotti non è stupido. È intelligente. Chi ha vinto nel calcio è intelligente. In passato ha sempre dimostrato che adora i giocatori brasiliani. Ne ha allenati molti in Italia, nel Milan, come nel Real Madrid. E Neymar ha il potenziale di essere un giocatore di quel livello là. Speriamo che entro il 18 maggio, quando sarà pronta la lista, possa dimostrare il suo talento, possa meritarsi di andare al Mondiale come tutti gli altri". Quanto ai problemi che assillano la Roma, ammette che è difficile seguire tutti gli sviluppi stando in Brasile. Tuttavia, sottolinea che a suo giudizio, la proprietà deve stare più vicino possibile, anche fisicamente, alla squadra e ai tifosi: "Chi vive lontano da Roma ha il compito di scegliere la persona più adeguata per seguire la società, ma non basta. Deve anche andare allo stadio: se i tifosi lo vedono lo sentiranno più vicino a loro". Infine regala un aneddoto su Ancellotti, quando giocavano insieme nella Roma del secondo scudetto: "Quando sono arrivato in Italia, Carlo giocava davanti: il nostro attacco, era Bruno Conti a destra, Pruzzo al centro e Ancelotti sulla sinistra. Un giorno il mister Liedholm, dopo 6, 8 partite, mi chiese un'opinione sulla squadra. Un fatto che mi onorò molto. Io proposi un cambio per dare più forza al nostro contropiede. Bruno Conti era spesso un quarto a centrocampo. Pruzzo era fortissimo in area di rigore, era fantastico, uno dei migliori attaccanti che abbia mai visto. Ma non era velocissimo. Lo stesso Ancelotti. Allora proposi al mister di mettere Carlo a centrocampo con me e Agostino e davanti sulla fascia Roberto Scarnecchia, fortissimo fisicamente, con una grande falcata. Liedholm accettò, e poi sapete tutti com'è finita".




Fonte Napoli magazine