L'Italia nell'inferno della Bosnia

 


Per godersi il Paradiso di un Mondiale dopo 12 anni di assenza toccherà passare per un vero e proprio Inferno. A Zenica, dove l'Italia affronterà la Bosnia nella finale del playoff, domani sono attese pioggia e gelo. Il che, con quel che si è già detto sulle condizioni al limite del regolamentare dello stadio bosniaco, fa facilmente presagire a una serata complicata, surriscaldata da tifosi a un passo dal campo e appesantita dalla coscienza di non poter sbagliare, non poter sbagliare un'altra volta. A ripensarci oggi tra la trasferta gallese e quella bosniaca è realmente difficile scegliere. Avremo tutti contro e tutto contro, meteo compreso, se non altro con la neve, caduta in questi giorni, che dovrebbe concedere una tregua. Non una grande consolazione, ma qualcosa da accogliere con favore. 


Il campo, dicevamo, è quel che è. Brutto e mal conservato. Lo stadio pure, fatiscente e decisamente non accogliente. Forse scelto anche per questo, per garantire agli avversari un clima sfavorevole e limare, così si dovrebbe pensare, la differenza tecnica che, pure non eccessiva, tra Italia e Bosnia c'è. Ma tant'è e tocca fare un lavoro mentale clamoroso: tenere le antenne alte e allo stesso tempo isolarsi dall'esterno, cercando la concentrazione massima nei dettami tattici e tecnici. Non si può sbagliare lo abbiamo già detto, ma è banalmente così. E in fondo la Bosnia non ha davvero nulla da perdere. 


Gattuso deciderà in queste ore una formazione che sembra in gran parte scontata: per l'ultima battaglia Rino si affiderà ai suoi titolarissimi con un solo dubbio in mezzo al campo tra Locatelli e Cristante, ballottaggio probabilmente più motivato dalla necessità di mettere chili in un centrocampo non troppo pesante che da altro. E d'altronde se il campo diventerà, come presumibile, fangoso, la tecnica perderà un po' di senso. Gli altri sono quelli che hanno battuto l'Irlanda, con la coppia offensiva Kean-Retegui che non farà eccezione nonostante l'ottima prova di Pio Esposito e quella non troppo convincente dell'italo-argentino. Ma Pio, pensa Gattuso, è un'arma spacca-partita che può essere utile per la seconda parte del match. 


Il programma di oggi prevede la partenza per Sarajevo alle 16.30 e l'immediato spostamento a Zenica, a un'ora circa dalla capitale bosniaca. Poi inizierà il vero e proprio countdown che ci porterà alla sfida finale di domani sera. Un vero e proprio Inferno che ci dovrà portare nel Paradiso Mondiale. 




Fonte Sportmediaset