I miracoli esistono. Non è questione di fede, ma di Fede. La donna che ha visto crollare tutto nel momento più bello della sua carriera, che ha temuto a lungo che il suo infortunio fosse invalidante, che ogni giorno lotta con dolori, fisioterapia, impacchi di ghiaccio, insomma Federica Brignone è campionessa Olimpica di superG a Cortina. Qualcosa di inimmaginabile anche lo scorso autunno, quando non si sapeva nemmeno la data del suo ritorno soft sugli sci. Eppure è successo, in una mattinata in cui a un certo punto sfrecciano sulla Olympia delle Tofane le Frecce Tricolori di fronte davanti al presidente Sergio Mattarella e alla presidente del Cio Kirsty Coventry, grazie a una battaglia combattuta non giorno dopo giorno, ma ora dopo ora.
Un oro miracoloso dopo un infortunio terribile
Ritrovando la confidenza con gli sci dopo il terribile infortunio, frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della lo gamba sinistra, insieme alla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Ma Federica ci ha sempre creduto, ha creato le condizioni per quel che ha messo in mostra sulla Olimpia delle Tofane. Recuperando l’efficienza e l’elasticità sufficienti per farsi guidare dal suo talento sterminato, dal suo senso delle curve sulla neve abbinato solo di recente alla velocità. Scansando le insidie di una pista che ha fatto fuori tante favorite, a partire da Sofia Goggia che era partita velocissima, alla medaglia d’oro della discesa, l’americana Johnson. Argento alla francese Romaine Miradoli a 41 centesimi, bronzo all’austriaca Cornelia Huetter a 52.
Goggia, super partenza prima dell’errore
Sofia è partita subito determinata, quattro centesimi di ritardo al primo intermedio, ma su una curva verso sinistra si è subito inclinata, ha cercato come sempre linee estreme per sviluppare velocità massima che sono valse 0,64 centesimi di vantaggio, ha impattato pericolosamente su una porta compromettendo la esse successiva, ha perso l’equilibrio rimediando in acrobazia, ma non abbastanza da rientrare nella porta successiva. Allargando le braccia per la delusione, abbassando la testa. “Sono partita fortissimo“ commenta Sofia al traguardo, “ma le gare vanno concluse e resterà sempre questa uscita. Ci riproveremo alle prossime olimpiadi. Intanto onore a Federica e complimenti, dopo tutto quello che ha passato“.
Pirovano quinta, tante le big uscite
Tra le prime cinque, anche Laura Pirovano, quinta: la sua sciata si è sciolta più la gara andava avanti, nella parte più tecnica con cui ha guadagnato per poi sviluppare e velocità nel finale di una pista che, com’è si è capito subito dopo, proponeva passaggi insidiosi, a rischio uscita, quel che è capitato prima alla tedesca Weidle, poi all’austriaca Puchner. E ancora, alla tedesca Emma Aicher che è uscita di linea dando l’addio alle sue possibilità dopo l’argento in discesa, alla ceca Ester Ledecka sbalzata dopo aver colpito il terreno evitando torsioni pericolose per la gamba. Una gara difficile, con un banco di nebbia che limitava la visibilità nella parte alta della pista, ma alla fine splende abbagliante la luce di Federica.
Federica: “Non pensavo di vincere l’oro”. Le lacrime di mamma Ninna Quario
“Incredibile non pensavo proprio di vincere l’oro“ è emozionata Federica, mentre la madre Ninna Quario piange con un tricolore in mano con la scritta “ forza Fede. “Mai nella vita me lo sarei aspettato. Forse ce l’ho fatta oggi perché l’oro Olimpico non mi mancava, in fondo, era un di più, forse questa è stata la mia forza, infatti ero serena. Mi consideravo un Outsider, mi sono detta o dai tutto oppure il risultato non viene”.
Fonte Repubblica
