SSCNapoli- Conte e De Laurentiis fino al 2027



 Mancava all’appello la “voce” di Aurelio De Laurentiis, atteso stamattina da un’audizione a Palazzo San Macuto, alla Commissione Antimafia. Al vaglio i possibili legami tra i club di calcio e la malavita organizzata. Iniziata alle 8.30, l’audizione del presidente è durata poco meno di un'ora. "È andata bene", ha detto De Laurentiis uscendo al termine del suo intervento, mentre alla domanda sul Napoli e Antonio Conte non ha risposto.

Dal presidente i tifosi del Napoli si aspettano soprattutto un segnale di reazione, dopo la tempesta che si sta abbattendo sugli azzurri, tra i più penalizzati dalla stagione disastrosa della classe arbitrale. Adl finora è rimasto in silenzio e ha lasciato la prima linea ad Antonio Conte, che ha rivendicato la bontà del suo lavoro dopo l’uscita dalla Coppa Italia. «In 7 mesi abbiamo vinto scudetto e Supercoppa: noi due titoli, altri zero». È la sindrome da accerchiamento ad avvelenare il tecnico, messo alle corde da una serie di vicissitudini interminabile: infortuni, blocco del mercato, trasferte vietate ed errori dei direttori di gara. Grave quello di martedì col Como, che potrebbe costare al condottiero azzurro una multa, più difficilmente un’altra squalifica. I suoi insulti a Manganiello dopo la mancata espulsione di Ramon (“Testa di c...”) sono stati infatti ripresi dalla tv e la Procura Federale pensa a un’inchiesta.


Piove sul bagnato, per il Napoli: fuori da Champions e Coppa Italia. Due ko ravvicinati e quasi fisiologici: perché entrambi conseguenza della tempesta perfetta che sta dando un indirizzo inatteso e sofferto alla stagione azzurra. Inevitabile lo sconcerto dei 50 mila del Maradona, dopo la resa con il Como ai rigori. Il Dream Team dei sogni di re Kevin De Bruyne, costruito in estate, si è trasformato strada facendo nella generosa squadra di Antonio Vergara. Il talento di Fratta, cresciuto nel vivaio, ha infatti trovato il gol in tre competizioni (Champions, campionato e Coppa Italia) ed è diventato l’uomo simbolo della resilienza del gruppo di Conte: decimato e depotenziato da un’emergenza indecifrabile, chi entra in infermeria fatica a uscirne. A Castel Volturno c’è un buco nero che ha inghiottito KDB, Anguissa, Gilmour, Neres, adesso Di Lorenzo. Di qui la paura di perdere pure McTominay, tenuto precauzionalmente a riposo per il fastidio muscolare di Genova. Il centrocampista scozzese ci sarà domenica con la Roma, sui tempi di recupero degli altri infortunati il mistero rimane fitto.



Qualcosa non ha funzionato nel Napoli e Conte non lo nega. «A fine stagione faremo le valutazioni». Gli infortuni capitano, ma non è normale che Lukaku, De Bruyne, Anguissa, Gilmour e Neres ci stiano rimettendo la stagione. Big Rom è lontano da una forma decente e ha tirato malissimo il rigore col Como. Il belga ha bisogno di un lungo rodaggio e sarà lo stesso per i suoi compagni in convalescenza. È inutile confidare nei loro recuperi. Gli azzurri si dovranno arrangiare con le esigue forze a disposizione fino a maggio.


Conte lo sa e per questo ha accettato le ultime sconfitte. Il Napoli non può lottare su più fronti, anche se gli azzurri ci hanno riprovato col Como e l’eliminazione è arrivata ai rigori, coi rimpianti per un evidente torto: l’espulsione evitata a Ramon. Per i campioni è una stagione nera pure per gli arbitraggi: 11 rigori contro. Altri handicap lo stop sul mercato e le trasferte vietate.


Finora Conte è riuscito a evitare il naufragio. I gravi problemi non gli hanno inoltre impedito di vincere la Supercoppa. E non finisce qui, visto il tecnico è sotto contratto con il Napoli fino al 2027. De Laurentiis tace, ma non se lo farà sfuggire. Con buona pace di chi alimenta il caos per il divorzio.



Fonte Repubblica