Il confronto con la scorsa stagione
Nel 2024-25 l’Inter aveva costruito una lunga cavalcata europea, spingendosi fino alla finale di Champions a Monaco di Baviera e arrivando a incassare circa 137 milioni di euro tra premi Uefa, market pool, ranking storico e botteghino. Quest’anno, con l’uscita anticipata, il bottino si ferma attorno ai 66 milioni: poco meno della metà.
L’effetto sul bilancio
Quella differenza pesa. I ricavi europei avevano consentito all’Inter di chiudere l’ultimo esercizio con circa 35 milioni di euro di attivo, garantendo margini di manovra sul mercato e stabilità finanziaria. La Champions, nel calcio moderno, è una leva decisiva: ogni turno superato significa premi diretti, ma anche visibilità, appeal commerciale e forza sul mercato.
Plusvalenze inevitabili
Senza i proventi della fase a eliminazione diretta della Champions, il prossimo bilancio dovrà essere riequilibrato attraverso l’incremento dei ricavi commerciali, la contrazione della spesa e il player trading. In altre parole, serviranno plusvalenze. Il nome più esposto è quello di Marcus Thuram: arrivato a parametro zero, una sua eventuale cessione garantirebbe una plusvalenza piena, ideale per compensare i mancati introiti europei. E visto il rendimento del francese, non all’altezza in questa stagione, i tifosi potrebbero non disperarsi. L’uscita anticipata dalla Champions rischia così di lasciare il segno non solo sul campo, ma anche nelle strategie di mercato dell’Inter.
Fonte Repubblica
