La riforma del sistema arbitrale: Gravina accelera
“Non si può più aspettare”, confida da tempo Gravina ai suoi. La crisi degli arbitri di serie A è evidente e richiede interventi urgenti, per questo – sulla spinta delle pressioni dei club, che si aspettano un intervento immediato e lo hanno fatto presente anche negli ultimi giorni – la Federcalcio vuol portare il più un fretta possibile in Consiglio federale una riforma sostanziale, che tolga all’Aia la nomina del designatore di serie A (e di serie B), complice il caso Zappi, nato proprio dall’induzione alle dimissioni di due designatori per sostituirli con figure più gradite. La Federcalcio proporrà al Consiglio federale la creazione di una società partecipata al 100% dalla Figc e governata da un Cda composto da 3 membri, che poi nomineranno un responsabile amministrativo e uno tecnico. Il secondo sostituirà di fatto il designatore e sarà a capo degli arbitri di serie A: avrà il potere di sceglierli, togliendo quindi all’Aia il potere di nominare un designatore e il controllo sugli arbitri di vertice. Spogliando quindi il criterio di selezione dalla logica clientelare che in questi anni ha fatto sì che il futuro dei direttori di gara dipendesse dai presidenti di sezione dell’Aia, che potevano o meno promuoverli: così le correnti politiche interne pesavano più del talento.
La Figc bacchetta l’Aia
C’è poi la questione della lettera con cui Gravina ha bacchettato l’Associazione italiana arbitri. Tutto è nato dal comunicato del 5 febbraio con cui l’Aia aveva biasimato la magistratura ordinaria, “colpevole” agli occhi dell’associazione arbitri di non aver trattato adeguatamente i responsabili di violenze nei confronti di giovani arbitri. In quel comunicato addirittura l’Aia scriveva che alcune richieste di archiviazione “offendono l’Aia e l’intero mondo dello sport”. Parole durissime, oggettivamente. Gravina ha diffidato il vice presidente vicario degli arbitri Massini dall’utilizzo di espressioni simili. Una lettera protocollata e che testimonia il rapporto tesissimo tra la Federcalcio e gli arbitri. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, però, il prossimo passo della Figc non sarà il commissariamento dell’Aia: la conferma in appello della squalifica di Zappi non ha convinto Gravina a “mettere le mani” sull’associazione, anzi: per portare al voto la decadenza di Zappi si aspetterà in ogni caso il suo – scontato – ricordo al Collegio di garanzia del Coni, l’ultimo grado di giudizio sportivo.
Fonte Repubblica
