Già in estate, c’erano state molte polemiche. Tra cui quelle del pugno clamoroso negli spogliatoi tra Rabiot e Rowe, che portò entrambi i giocatori sul mercato (e in Italia: il primo al Milan, il secondo al Bologna). Poi, un andamento altalenante: in autunno il primo posto c’era, ma si alternava con quello di un sorprendente Lens e del solito Paris Saint-Germain. Psg che, ora, dista ben 12 lunghezze: tantissime, per un Marsiglia quarto che non può concedersi il lusso di mancare la qualificazione alla prossima Champions League.
Non si tratta di esonero, ma di separazione consensuale. Perché De Zerbi stesso aveva capito che non c'era più margine per poter lavorare serenamente con il gruppo dei suoi giocatori. Già dopo il Brugge, in Champions, era stato molto duro nei confronti della sua squadra, pur assumendosi tutte le responsabilità del caso. E già quel 28 gennaio la sua posizione era decisamente in bilico: non aveva diretto l’allenamento, aveva parlato a lungo con la società per poi decidere di rimanere quando sembrava tutto pronto per un addio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato proprio il 5-0 contro il Psg, arrivato dopo un pareggio in campionato contro il Paris FC e una vittoria convincente in Coppa di Francia per 3-0 contro il Rennes. Non è bastato. Ora l’allenatore sarà libero di scegliere il suo futuro. Le pretendenti per la prossima estate non mancheranno di certo.
Fonte Corriere.it
