Capasso: "Vergara, settimana perfetta"

 


A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Rocco Capasso, direttore generale di FC Élite Academy Lodi e primo allenatore di Antonio Vergara. Di seguito, un estratto dell’intervista. 

Negli ultimi giorni Antonio Vergara ha vissuto una settimana perfetta con la maglia del Napoli, a quanti anni ha capito che sarebbe potuto diventare un professionista?
“Sì, è stata una settimana perfetta. Forse nemmeno nei suoi sogni, né nei nostri, potevamo immaginare una settimana così. Antonio è nato calciatore, è nato per giocare a calcio, più che nei piedi, nella testa. Io appena l’ho visto, se avessi potuto scommettere 1 euro, l’avrei scommesso su Antonio.”
Fino a gennaio Antonio Vergara aveva giocato solo cinque minuti in Serie A, secondo lei Conte avrebbe dovuto inserirlo prima nelle rotazioni e concedergli più minutaggio?
“Vergara era pronto già da mesi, Conte avrebbe dovuto dargli più minutaggio. Però Antonio si è fatto trovare pronto nel momento opportuno, soprattutto nella partita col Chelsea, una gara di Champions delicatissima, da dentro o fuori. Perdere 1-0 e fare un gol del genere, giocando con quella personalità, credo che se lo stia sognando ancora di notte. Si è fatto trovare pronto nel momento giusto. Non era scontato riuscire a dare subito il massimo. Questa è la dimostrazione di grande personalità e sicurezza nei movimenti.”
Sembra davvero giocare con la stessa spensieratezza di quando si gioca al parco, Vergara incarna il “soldato” che desidera Conte oppure è un calciatore più esuberante?
“Sta facendo tutto quello che gli dice naturalmente il suo allenatore. Però io lo conosco bene e ti dico che non è ancora Antonio Vergara al 100%, oggi è al 50-60% del suo potenziale. È un giocatore molto bravo nell’uno contro uno, cerca la giocata e, quando acquisirà ancora più sicurezza, vedremo il vero Antonio Vergara. Io sono convinto che lo vedremo presto anche in Nazionale.”
Se in campo è un ragazzo estroso, nel privato com’è Antonio Vergara?
“Nel privato è un ragazzo d’oro, il classico scugnizzo napoletano. Quando vedo quelle immagini dell’anno scorso, quella famosa immagine dello scugnizzo che strappa lo scudetto dal petto dell’Inter, io vedo Antonio in quell’immagine. È un ragazzo d’oro, con una grande famiglia dietro, la mamma Anna e il papà Giovanni hanno fatto tanti sacrifici. Voglio menzionare anche sua sorella Arianna, una ragazza che è cresciuta in fretta, ormai è una donna e ha anche una bambina. Spesso ha dovuto cavarsela da sola perché i genitori dovevano seguirlo e lei andava sui campi con loro. Una famiglia davvero d’oro alle spalle e penso che gran parte del merito della sua carriera sia anche della sua famiglia.”
Ha già individuato il “futuro Vergara”?
“Due settimane fa ne parlavamo proprio con Salvatore mentre guardavamo una partita a Scampia dei nostri 2016. Ci girammo e dicemmo ‘Questo è il nuovo Vergara’. Stesso piede, stesso atteggiamento, stesso fisico ed è esuberante come lui. Segnati questo nome, Vincenzo Esposito, categoria 2016. Penso che tra 10-15 anni ne sentirete parlare.”
Crede che Antonio Vergara resterà a lungo al Napoli oppure andrà via per giocarsi le sue chance altrove?
“Io credo, penso e spero che resterà a lungo nel Napoli. Quella maglia ce l’ha cucita addosso. Sono convinto che seguirà le orme di un nostro compaesano, Lorenzo Insigne e diventerà il futuro capitano del Napoli e una bandiera. Però deve giocare, deve guadagnarsi il posto ed entrare nelle rotazioni di mister Conte non perché ci sono infortunati, ma perché ha dimostrato di meritarsi quel posto e di poter stare in una squadra che lotta per il vertice e poi deve essere un esempio per tanti ragazzini che si approcciano a questo sport e che vogliono arrivare a fare i calciatori professionisti.”