A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Piantanida, giornalista Mediaset. Di seguito, un estratto dell'intervista.
Qual è stato il top dell’ultima giornata di campionato?
“Come top direi Jonathan David. È stata una risposta a tutto e a tutti: a Spalletti, ai tifosi della Juventus che lo hanno spesso criticato, a chi lo ha definito poco intelligente o presuntuoso, e anche a Sandro Sabatini e a tutti noi che, me compreso qui con te, lo abbiamo messo in discussione. Ha risposto sul campo, ed è questo che conta.”
E invece per quanto riguarda il flop?
“Direi il Bologna. Non è un flop assoluto, ma è una flessione che dura ormai da circa un mese: ha perso quattro delle ultime cinque partite, esclusa la semifinale di Supercoppa. È una cosa fisiologica per una squadra che quando gira e va a mille. È un discorso di gestione. Io credo che si riprenderà e darà fastidio a tutti, anche in chiave europea, però è innegabile che questo momento negativo ci sia.”
Veniamo a Napoli-Verona: se riusciamo a trovarli, chi sono i tre top della partita, considerando anche il Verona?
“Il top per me è stato Luca Marianucci. È entrato in una situazione difficile, dove quelli che di solito rendono di più non stavano rendendo, e ha dato una mano vera: personalità, un grande assist e voglia di incidere. Sono segnali importanti per un allenatore, che capisce che il ragazzo ha reagito e può essere una risorsa. Questo non significa allungare la rosa a dismisura, ma sapere che in certi momenti puoi contare anche su di lui. Gli altri due top? Uno è sicuramente Scott McTominay: molto del Napoli passa dalla sua capacità di incidere sotto porta. Non ha fatto una prestazione eccezionale, ma segna ed è centrale nel progetto. Quando lui fa gol, il Napoli può davvero colpire chiunque. Il terzo lo lascio stare, altrimenti finiamo sempre col dire Leonardo Spinazzola”.
Allora le chiedo i tre flop della gara.
“Il primo è Alessandro Buongiorno. È in difficoltà e ieri si è capito perché ha perso il posto. Non è solo stanchezza, credo sia una questione di interpretazione e di condizione generale. È un giocatore da recuperare. Un altro flop, per me, è stato il cambio di Conte Lang-Lucca: in quel momento mi ha sorpreso. Capisco la necessità di un attaccante fresco, ma non credo che quella fosse la soluzione ideale per il Napoli. Mi aspettavo scelte diverse.”
Quindi, in sostanza, tra i flop ci mette anche Conte?
“Sì, in parte sì. Non perché il Napoli non abbia vinto per colpa sua in assoluto, ma perché le partite infrasettimanali continuano a essere un problema. Un dato: in questa stagione il Napoli ha giocato nove gare infrasettimanali, con tre vittorie, tre pareggi e tre sconfitte. Che sia campionato o coppa, c’è un problema evidente. È una difficoltà storica delle squadre di Conte. L’unica volta che è arrivato in fondo in Europa è stata con l’Inter nell’anno del Covid, una stagione anomala. Oggi, tra calendario fitto e tanti infortuni, questa situazione diventa ancora più pesante. È un cumulo di problematiche che rende complicato giocare ogni tre giorni.”
