Bianchi: "Inter è tradizione, Napoli realtà consolidata da anni"

 

Ottavio Bianchi con Maradona nel 1987

Dalla sua Bergamo (alta) s’intravede nelle belle giornate Milano e il suo cuore è rimasto azzurro. Ma Ottavio Bianchi, doppio ex della sfida di San Siro, non tira il freno per diplomazia. «Macché partita scudetto. Sono solo 90’ importanti, non già determinanti. È vero che l'Inter ed il Napoli sono le squadre più attrezzate e quelle che hanno sviluppato il gioco migliore. Ma siamo appena a metà campionato. Non ne ricordo uno vinto a gennaio...».

La nuova rivalità al vertice è invece certezza.

«Condivido. È nata una nuova rivalità. Le altre stanno avendo delle difficoltà e ora l’Inter e il Napoli, con il Milan, sembrano decisamente avanti a tutte».

L’Inter è la tradizione e il Napoli il nuovo che avanza?

«È corretto dire così e l’Inter è lì da sempre. Ma anche il Napoli ormai è una realtà consolidata da anni. Ai miei tempi gli azzurri vivevano di alti e bassi. Ora sono pure loro una squadra da battere, proprio come le altre grandi tradizionali».

Sfida alla pari o c’è un favorito?

«Le partite in calendario all’inizio dell’anno sono sempre piene di incognite, soprattutto per il clima e gli infortuni. Si vedrà in campo chi è più in forma. E nel duello tra Inter e Napoli in prospettiva peseranno molto le Coppe».

Conte dice che Inter, Milan e Juve avranno sempre qualcosa in più. Lo pensa pure lei, Bianchi?

«Dipende. Adesso mi sembra che il Napoli sia meno lontano dalle solite big, sotto tutti i punti di vista. Sulle strutture forse Conte ha ragione e il divario è maggiore, ma in campo si vede meno».

Meglio l’organico dell’Inter o quello del Napoli?

«Ho una mia idea, ma sarebbe una risposta da bar. Entrambe sono attrezzate per vincere».

Come mai l’Inter fa fatica negli scontri diretti?

«Spesso le pressioni pesano sulle prestazioni, ma il vero motivo lo sanno solo i diretti interessati».

Chivu è una sorpresa o se lo aspettava già pronto per il grande salto?

«Nessuna sorpresa: aveva già fatto bene nelle scorse stagioni e ha il gran vantaggio d’essere stato un ottimo giocatore. Conosce le dinamiche di un top club».

Conte sta provando a difendere lo scudetto a Napoli e nessuno meglio di lei sa quanto è difficile...

«Difendere lo scudetto e ripetersi è molto difficile per tutti, a Napoli forse un po’ di più. Ma ora vedo una mentalità diversa: sono cresciuti società e ambiente».

Al Napoli mancherà anche Neres, oltre De Bruyne, Lukaku e Anguissa. Come si gestisce l’emergenza?

«Se si protrae a lungo può diventare pericolosa. Ma la rosa del Napoli è adeguata per sopperire e gli azzurri hanno un tecnico di prima fascia».

Quali possono essere i giocatori decisivi?

«Per me nel calcio la squadra conta sempre più dei singoli, che si esaltano nel contesto giusto».

Che sta succedendo con il Var?

«Non ho mai avuto un grande rapporto con gli arbitri, è una categoria particolare. Hanno un compito difficile, ma in Italia si sta dando troppa importanza al Var. Spesso la vera percezione di quello che è successo si ha solo in campo. Non c’è un vigile che deve dare la multa. Lasciamoli sbagliare»




Fonte Repubblica.it