Sconfitta a Venezia, la quinta in 9 partite (Champions compresa). Non è solo una crisi di risultati, ma il crollo di un'illusione che è anche il peccato originale del Napoli. Le parole del presidente, Aurelio De Laurentiis, nel giorno dell'addio di Antonio Conte, danno la risposta alla situazione difficile in cui versa la squadra oggi: sostenne che senza gli infortuni avrebbe potuto competere per lo scudetto, suscitando il diniego risentito del tecnico. In mezzo c'è stata una sessione di mercato nella quale il mantra è stato "cedere", limitare al massimo gli acquisti e dimostrare che la rosa (compresi quei calciatori ripudiati dall'ex) era forte. Non era una certezza assoluta ma una scommessa rischiosa che il club sta perdendo. La fece anche nel post scudetto con Spalletti: la stagione successiva fu disastrosa. E Massimiliano Allegri, scelto perché l'aziendalista a cui è stato affidato il compito di produrre dividendi con quel gruppo, se ne sta accorgendo adesso. Non è ancora il momento della resa dei conti: la società ha escluso che l'esonero sia soluzione presa in considerazione. Ma le prossime due partite contro Bodo Glimt in Champions e Roma in campionato posso aprire a nuovi scenari.
Una lista vera e propria non c'è. Nell'ipotesi estrema del licenziamento, i possibili candidati sono tutte idee già valutate anni addietro. Montella. Pioli. Conceiçao. Tudor. Nessun casting particolare. Se Allegri dovesse saltare, De Laurentiis pescherà dalla sua vecchia rubrica e andrà su un volto già conosciuto.
Allegri fin qui ha avuto un impatto minimo, pur con tutte le attenuanti. A giudicare solo dai risultati, dannoso. Ora deve togliersi la giacca da aziendalista e orientare le scelte solo verso quei calciatori che gli offrono garanzie. Altrimenti non salta solo il Napoli. Salta anche lui, come se bastasse per dare ancora un senso a una stagione che un senso non ce l'ha.
Fonte Fanpage
