Raimondo e l’amicizia con Pio Esposito
I sintomi ci sono tutti, ma il dolore lo provano gli avversari che tentano di fermarlo. Alto un metro e 85, amico di Pio Esposito, s'ispira a Edinson Cavani, l’ex centravanti di Napoli e Psg. Una scelta non casuale: Raimondo è di Ravenna, ma il legame con la Campania è fortissimo. Il papà Pietro – che nel comune romagnolo lavora nell’antidroga della Guardia di Finanza – è originario di Ascea, in provincia di Salerno; il fratello minore Tommaso, attaccante come Antonio, è nato a Vallo della Lucania. Fondamentali per la sua crescita anche mamma Rossella e nonno Antonio, che non è un grande appassionato di calcio. “Mi supporta lo stesso, lo fa solo per me”, ha rivelato Raimondo, che su WhatsApp – come immagine del profilo – ha scelto proprio una foto col nonno.
La storia dell’attaccante è cominciata all’Azzurra, squadra di Ravenna dove ha iniziato a giocare quando aveva 5 anni. Poi il passaggio al Cesena e ancora il Bologna, che detiene la proprietà del suo cartellino. Sinisa Mihajlovic lo fece esordire in Serie A appena diciassettenne. Da lì una successione di prestiti: Ternana, Venezia, Salernitana e ora Frosinone, la piazza della svolta. Nel tempo libero niente PlayStation: “Preferisco il visual training”, l’allenamento visivo che comprende una serie di esercizi mirati per migliorare il modo in cui gli occhi e il cervello lavorano insieme. E chissà se riesce a vedere anche il futuro, magari tinto d’azzurro. La chiamata del ct Roberto Mancini in Nazionale, ora, è più di un sogno.
Fonte Repubblica
