Sinner: semifinale domani contro Djokovic

 


Nessuno risponde meglio di Novak Djokovic. In campo, e nelle conferenze stampa. «Vorrei essere io, quello che ha giocato “solo” 90 minuti», se la rideva l’altra sera dopo la vittoria nei quarti contro Auger-Aliassime, quando è stato paragonato a un altro marziano di 39 anni, Leo Messi. Formidabile. Ma con la racchetta in mano, diventa addirittura immenso. Ha costruito una carriera straordinaria su quel colpo, venendo a capo di tutti i grandi battitori. Domani, dall’altra parte del campo, troverà un campione che ha saputo trasformare il proprio servizio in un’arma micidiale: oggi Sinner ha percentuali impressionanti, e forse mai come in questa edizione di Wimbledon ha saputo venire a capo di situazioni complicate proprio grazie a quel fondamentale. Servizio contro risposta: dicono sarà questa, la chiave della semifinale di domani all’All England Club.

Nessuno ha fatto tanti ace come Sinner (97)

Dopo la sconfitta con Alcaraz nell’ultimo atto degli Us Open del passato settembre, Sinner era stato lapidario: «Se voglio essere competitivo con Carlos, devo migliorare le mie percentuali al servizio». Quella sera a Flushing Meadows aveva messo solo il 48% di prime palle. Nove mesi più tardi, date un’occhiata alle statistiche sull’erba di Church Road: Jannik ha il 63% di prime palle, e con l’85% vincenti è in testa al torneo. Ha già messo a segno 97 ace (a questo punto erano 62, lo scorso anno): solo Struff (112) e Bublik (104) hanno saputo fare di meglio. I doppi falli sono 16.

Come è cambiato il servizio di Sinner

Nell’ultimo quarto di finale ha colpito con una velocità media di 200 kmh, toccando punte di 219 kmh. La sua seconda di servizio ha viaggiato in media a 169 kmh ma ha raggiunto pure i 200 kmh. «Ci abbiamo lavorato tanto, dopo averne discusso a lungo: sul tempo di esecuzione, il lancio della palla, il movimento. La qualità, prima che la quantità», ha raccontato il numero 1 del mondo. «Non è tanto questione di potenza o velocità, ma di un servizio giusto al momento giusto. Fa molto caldo, la palla è più veloce: mi aiuta. Avere un servizio che funziona, mi rende più».




Fonte Repubblica