A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Gigi Pavarese, ex direttore sportivo di Napoli e Torino. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Rasmus Højlund sembra essere uno dei pochi punti fermi di questa squadra. Per motivi tecnici e anche perché la società non sembra intenzionata ad ascoltare offerte, appare destinato a restare. Le chiedo: sarà l'anno della sua definitiva consacrazione?
“Credo che non ci siano dubbi. Højlund rappresenta il nostro punto di riferimento in attacco. È chiaro che molto dipenderà anche dalle decisioni che verranno prese su Romelu Lukaku, perché da quelle passeranno poi le eventuali strategie di mercato del Napoli. Credo che il finale della scorsa stagione non abbia soddisfatto pienamente la proprietà e, probabilmente, qualche riflessione è stata fatta. Tuttavia, molto dipenderà da Massimiliano Allegri. Lukaku resta un calciatore del Napoli e sono convinto che l'allenatore cercherà di rimetterlo nelle condizioni migliori. Se dovesse tornare ai suoi livelli, questo favorirebbe anche l'ulteriore crescita di Højlund. Vedremo cosa accadrà.”
Romelu Lukaku al Mondiale lo abbiamo visto fare fatica, così come Kevin De Bruyne. Per quanto possiamo ammirarne la classe, il Belgio ha dato l'impressione di avere più ritmo quando Lukaku non era in campo. Cosa ne pensa?
“Non dimentichiamo che entrambi arrivavano al termine di una stagione molto impegnativa. Non si può pensare di ritrovare immediatamente la migliore condizione fisica in una competizione del genere. Per quanto riguarda De Bruyne, stiamo parlando di un campione assoluto. Noi, purtroppo, non abbiamo ancora avuto modo di vedere il vero Kevin De Bruyne. Ricordo però che, quando era a disposizione e stava entrando in condizione, il Napoli era stabilmente nelle prime posizioni. La sua stagione è stata pesantemente condizionata dagli infortuni e, nonostante tutto, la squadra è riuscita comunque a chiudere al secondo posto. Conoscendo il carattere di De Bruyne, sono convinto che farà di tutto per lasciare un segno importante e positivo anche a Napoli.”
Mi aspetto che Kevin De Bruyne venga pienamente confermato da Allegri e che non ci sia alcuna strategia per separare le loro strade. È d'accordo?
“Assolutamente sì. Allegri è un allenatore molto serio e molto attento. I suoi giudizi non si basano mai su una singola partita, ma sul lavoro quotidiano svolto durante la settimana. De Bruyne è un giocatore di valore assoluto e sono convinto che smentirà tutti coloro che oggi ritengono conclusa la sua esperienza ad alti livelli.”
Direttore, parliamo dei limiti del calcio italiano. Uno dei principali è sicuramente quello economico: molte società sono costrette a muoversi con estrema attenzione e questo spesso porta a perdere calciatori individuati con largo anticipo. Che cosa serve per colmare questo divario?
“Oggi siamo tutti troppo condizionati dall'ossessione del risultato immediato e si trascura la crescita dei giovani. Invece è proprio da lì che bisogna ripartire. Serve maggiore serenità, maggiore chiarezza nei confronti dell'ambiente e, soprattutto, la volontà di investire davvero sui ragazzi del proprio settore giovanile. Solo così si possono costruire patrimoni tecnici importanti e, allo stesso tempo, alleggerire i costi di gestione delle società.”
Restando proprio sul tema dei giovani, il Napoli ha praticamente chiuso in pochi giorni due operazioni molto interessanti: Mattia Esposito, classe 2008 del Sorrento, che andrà in prestito al Bari, e Costantino Favasuli, che invece arriverà subito in azzurro come vice di Giovanni Di Lorenzo. Che idea si è fatto?
“Sono due operazioni molto interessanti. Mattia Esposito è un ragazzo di grandissima prospettiva. A Bari troverà un allenatore esperto come Massimo Rastelli e un direttore come Giuseppe Marino, persone che sapranno accompagnarlo nel suo percorso di crescita. Tutti mi parlano di un ragazzo con grande fame e questa è una qualità fondamentale. Per quanto riguarda Favasuli, sono davvero contento del suo arrivo. Finalmente il Napoli avrà un'alternativa credibile a Giovanni Di Lorenzo, consentendo al capitano di rifiatare quando sarà necessario.
Permettetemi: c'è chi punta il dito contro Mario Giuffredi, sostenendo che abbia troppa influenza sul Napoli. Eppure è uno dei pochi procuratori italiani che continua a portare giovani di prospettiva nei grandi club. Giuffredi lo conosco, lo stimo e posso dire che è un professionista molto serio. Fa semplicemente il suo lavoro, tutelando gli interessi dei propri assistiti senza mai oltrepassare i limiti. Anzi, ha il merito di lavorare molto anche sui giovani. Basta guardare il percorso dei fratelli Esposito, di Gianluca Gaetano, di Mattia Esposito e dello stesso Favasuli. Quando leggo che avrebbe un'influenza eccessiva sul Napoli, sinceramente sorrido. La realtà è che riesce a individuare e valorizzare giovani di qualità, cosa che non tutti gli agenti sono in grado di fare. Se poi questi ragazzi arrivano nei grandi club, significa semplicemente che il loro valore è reale.”
