29 giugno 2020











Gratta gratta, alla fine il mancato successo ad Empoli non è considerato evento negativo per il Benevento. 

Vincere in Toscana avrebbe comportato stabilire un record che oggi può essere, invece, solo eguagliato, quello dell’Ascoli che nel torneo 1977/78 chiuse i conti con la promozione in A con 7 turni d’anticipo. Con un punto, si toccarebbe quota 74 e basterebbe a Filippo Inzaghi ed al presidente Oreste Vigorito per librarsi nell’olimpo del calcio: seppur entrambe le squadre che inseguono, anche se a distanza siderale, hanno la possibilità matematica, vincendo le 8 gare mancanti, di sopravanzare e affiancare la Strega, il Crotone giungerebbe a 75 e lo Spezia a 74, il Benevento dovrebbe dilapidarle tutte e, terminando in condominio con i liguri, risulterebbe pur sempre in vantaggio, avendoli battuti all’andata ed al ritorno. Al “Vigorito” arriva la Juve Stabia, per un derby antico. I gialloblù di Fabio Caserta si sono incartati facendosi superare al “Menti” dall’ultima in graduatoria, il Livorno, proprio all’ultima curva. Abbisognano di punti per tenersi lontani dalla palude dei play out. Il Benevento, però, non può regalare. Pippo Inzaghi è di una famelicità smisurata, infilare altri record è il suo obiettivo attuale. E, certamente, i suoi ragazzi, che fin qui lo hanno deluso soltanto in un’occasione (a Pescara l’unica sconfitta), hanno tutta l’intenzione di ubbidirgli. Mancherà ancora Viola, rientra invece Volta dalla squalifica, il Benevento dovrebbe schierarsi con un 4-4-2, in difesa ballottaggio tra Tuia e Volta, a centrocampo Insigne ed Improta gli esterni ai lati della coppia Hetemaj-Schiattarella, in avanti Moncini e Sau





Fonte: Corriere dello Sport