Trotta: "Guardiola ? Idea tramontata"

 


A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex calciatore di Napoli e Juve. Di seguito, un estratto dell’intervista. 

In giornata è prevista un’assemblea di Lega con Paolo Maldini, Leonardo, Giovanni Malagò e tutti i rappresentanti della Serie A. Si dovrà decidere anche il nuovo commissario tecnico, anche se sembra che l’ipotesi numero uno, Pep Guardiola, sia ormai tramontata. 

“Quando ho sentito questa suggestione mi è sembrata subito molto difficile da realizzare. Sarebbe stato bellissimo vedere Guardiola sulla panchina dell’Italia perché, al di là del grandissimo allenatore che è, ha sempre avuto un modo di interpretare il calcio che personalmente mi piace molto. Se davvero questa possibilità è sfumata, pazienza. L’importante è che si trovi una soluzione completamente diversa rispetto al passato. L’Italia ha bisogno di tornare tra le grandi, non possiamo continuare a restare fuori dai Mondiali. Paolo Maldini, se dovesse avere influenza oltre a ricoprire un ruolo importante, rappresenterebbe una garanzia di serietà, competenza e spessore umano. Questa sarebbe già un’ottima notizia. Mi auguro soltanto che venga individuato il commissario tecnico giusto, capace di riportare la Nazionale ai vertici. Una figura di valore come Paolo Maldini, una persona che, se qualcosa dovesse andare storto, sappia rimettere le cose al loro posto, negli ultimi anni è mancata. È una persona che trasmette credibilità e che farebbe sicuramente le cose nella maniera giusta.” 

Quando si parla di serietà, Paolo Maldini è davvero un certificato di qualità. Il nuovo commissario tecnico avrà il compito più difficile: cambiare la mentalità del nostro calcio. E allora le chiedo: perché non puntare su un outsider come Silvio Baldini? 

“Silvio Baldini ha dimostrato negli ultimi anni di essere un allenatore di grandissima competenza. Ha una personalità molto forte, non scende mai a compromessi e non rinuncia mai ai propri principi. È un uomo con un carattere deciso e questo, secondo me, sarebbe un segnale di vera discontinuità rispetto al passato. Io sarei favorevole a una scelta del genere, pur sapendo che è un allenatore tosto, con cui la gestione non è sempre semplicissima. Insomma, uno che non le manda certo a dire.” 

Facciamo un passo indietro di una settimana. Il calcio italiano, nella finale del Mondiale, era rappresentato da Lautaro Martínez e Nico Paz, che però hanno giocato poco o nulla. Se si esclude il gol decisivo di Lautaro in semifinale, il bilancio non è certo positivo. Alla luce dell’assenza della Nazionale dai grandi appuntamenti, non sembra esserci molto da cui ripartire.  

“Anch’io non ho capito la gestione di Lautaro Martínez durante il Mondiale. Al di là del gol segnato, mi è sembrato davvero strano vederlo così poco in campo, considerando il valore del giocatore. È una situazione che ha sorpreso anche me. È vero, i nostri rappresentanti hanno giocato poco e nell’Argentina ci sono tanti campioni e la concorrenza è altissima. Rimangono comunque due grandi rappresentanti della Serie A, che purtroppo oggi non può contare su tantissimi fuoriclasse.” 

Fuoriclasse che ieri pomeriggio non si sono visti nemmeno nella prima uscita del Napoli di Massimiliano Allegri. Una partita che, come accadde lo scorso anno con Antonio Conte, non passerà certo alla storia. L’Arezzo di Cristian Bucchi si conferma una sorta di bestia nera per il Napoli nelle amichevoli. 

“Bravo, hai ragione. Se posso aprire una parentesi, sono davvero contento per Cristian Bucchi. È una persona eccezionale, di grande cuore. Ha attraversato anche momenti difficili nella sua carriera da allenatore, ma l’ultima stagione con l’Arezzo è stata molto positiva. Gli auguro davvero di continuare così perché se lo merita.” 

Veniamo al mercato. In Serie A sembra esserci una situazione di stallo. Il Napoli rischia davvero di restare così? 

“Anche se dovesse succedere, credo che sarebbe un rischio calcolato. Il Napoli ha comunque una rosa competitiva. È normale che ci possano essere movimenti sia in entrata sia in uscita. Aurelio De Laurentiis, dopo il ciclo di Antonio Conte, ha investito tanto, non sempre con risultati all’altezza delle aspettative. Non sempre gli investimenti garantiscono il rendimento sperato. Oggi mi sembra che il club voglia ripartire con un progetto diverso, affidandosi a un allenatore come Massimiliano Allegri, perfettamente in linea con la filosofia della società. Prima di intervenire sul mercato, credo vogliano valutare bene il materiale che hanno già a disposizione.” 

Alcune autorevoli testate parlano della possibile permanenza di Jesper Lindstrøm, che ieri Allegri ha provato anche da mezzala. Lo considera destinato alla cessione oppure potrebbe davvero rilanciarsi? 

“Nel calcio non bisogna mai escludere nulla. Ci sono giocatori che, con un nuovo allenatore e nuovi stimoli, cambiano completamente rendimento. Quando il Napoli acquistò Lindstrøm lo fece puntando su un giovane di grande prospettiva. Aveva già dimostrato il suo valore e magari, con le motivazioni giuste, può ritrovarsi. In un anno di ripartenza, trattenere un calciatore che è già di proprietà e cercare di recuperarlo potrebbe essere una scelta assolutamente sensata.” 

A Dimaro, al di là dei giudizi affrettati dopo la prima amichevole, sembra respirarsi un clima diverso. Allegri, dopo appena una settimana di lavoro, trasmette serenità: sorrisi, momenti di convivialità, il caffè insieme dopo cena. Forse era proprio quello di cui il gruppo aveva bisogno?

“Ogni allenatore ha il proprio metodo e, quando una società sceglie un tecnico e il suo staff, deve rispettarne le idee. Antonio Conte e Massimiliano Allegri sono allenatori molto diversi, ma hanno entrambi il carisma di chi ha vinto tanto. Allegri ha conquistato trofei con Milan e Juventus, Conte con Juventus, Inter e anche all’estero. Sono allenatori vincenti. Se poi parliamo di spettacolo, negli ultimi anni le loro squadre non sono state famose per un calcio particolarmente brillante. Io mi auguro che il Napoli continui a vincere, perché è ciò che conta di più per i tifosi, ma anche che riesca a proporre un gioco piacevole. Quando vai allo stadio vuoi vedere una squadra che emoziona, che attacca e che trascina il pubblico.”