La sesta di Kimi. Antonelli vince a Spa, all’università della Formula 1. Primo italiano a conquistare il Belgio 73 anni dopo Alberto Ascari (1953, su Ferrari). Il più giovane di sempre (19), il bolognese torna sul gradino più alto da Montecarlo, ai primi di giugno. In mezzo, gare sfortunate (due a zero punti, Barcellona e Silverstone, per problemi di affidabilità). Ma lui la fiducia, la macchina perfetta e l’istinto della velocità, non l’ha mai persa. Il suo compagno, George Russell, fuori al primo giro dopo un calo di potenza sul rettilineo, è stato toccato dalla rossa di Lewis Hamilton: il 7 volte campione del mondo rimedia 5 secondi di penalità, per poi finire sotto indagine anche per un rilascio non sicuro alla sosta, dove colpisce anche un meccanico (che sta bene). Per questo episodio Lewis, 4° al traguardo, se l’è cavata con una multa di 30 mila euro e 10 mila sospesi se dimostrerà buona condotta in futuro.
ordine d'arrivo:
1) Antonelli
2) Leclerc (Ferrari)
3)Verstappen
4) Hamilton (Ferrari)
5) Piastri
Sta benissimo il Mondiale con un Kimi spettacolare. L’azzurro incassa i complimenti del team principal Toto Wolff: “Meritava di vincere anche a Silverstone. Ha fatto una gara di grande maturità. Ha 19 anni e un’intelligenza straordinaria”. Dopo il via, Kimi perde la pole al via, superato dalla Red Bull di Max Verstappen. La ritrova poco dopo. Perde di nuovo la posizione per una neutralizzazione temporanea della gara, della quale ha approfittato Charles Leclerc con la Ferrari, che è andato in testa per oltre dieci giri. Italia contro Italia, fino a che il derby lo vince Kimi (al 34° di 44 giri). Il monegasco, che in qualifica era stato penalizzato da una bandiera gialla, gli sta sulle code fino alla bandiera a scacchi. Una battaglia che si sarebbe potuta vivere anche a Silverstone due settimane fa, se Antonelli non avesse abbandonato la lotta per un guaio sulla macchina, favorendo il successo di Charles. Leclerc 2°, a meno di due secondi. La Ferrari più veloce di quanto la stessa Maranello si aspettasse a Spa.
Leclerc: “Ho creduto nella vittoria fino all’ultimo”
Il monegasco ci ha provato, eccome, si è anche toccato con la papaya di Oscar Piastri (con nessuna conseguenza): “Ho creduto nella vittoria fino alla fine. Abbiamo avuto un po’ di fortuna con la virtual safety car, che è intervenuta nel momento giusto per noi. Il ritmo era relativamente sostenuto. Mi sono trovato meglio con la macchina. C’è ancora del lavoro da fare, ma è comunque un passo avanti”. Verstappen terzo a meno di 10 secondi. Quasi non ci sperava. Max in qualifica è riuscito a piazzarsi secondo grazie a una scia offerta dal compagno, Isack Hadjar. L’olandese, nato a pochi chilometri da qui, ne sa abbastanza di corse per dire che “Io e Kimi siamo stati un po’ sfortunati con la virtual, ho dato il massimo, le ho provate tutte, quindi il podio va bene”
Fonte Repubblica
