Berrettini eroe: 5 ore per passare il turno a Parigi

 


Il ‘Simonne Mathieu’ è lo stadio immerso nel verde delle Serre d’Auteuil; ma guai ad immaginarlo come un angolo di silenzio e relax, specialmente in questo sabato pomeriggio in cui, per 5 ore e 13 minuti, ha fatto da teatro ad una delle partite più lunghe ed emozionanti del torneo. Di certo la più lunga mai giocata da Matteo Berrettini a livello Slam: ha dovuto recuperare da due set a uno, ha dovuto annullare due match point e, soprattutto, ha dovuto dare fondo a tutta la sua forza fisica e mentale per piegare un indemoniato Francisco Comesana. “Avrà fatto due errori in cinque ore… – ha detto il tennista romano a caldo – Cosa ha fatto la differenza? Non lo so, forse il fatto che non giocavo questo torneo da cinque anni e volevo godermi un’altra partita. Quando è così tirata, con match point da una parte e dall’altra, è una questione di nervi e a volte serve anche un po’ di fortuna. Adesso faccio fatica a ricordare bene cosa sia successo, ho in mente solo alcuni punti. Mi sono sentito bene fisicamente e mentalmente, ho lottato punto su punto dall’inizio alla fine e ne sono molto contento. Oggi il servizio ha funzionato bene proprio nei momenti chiave, ed è la prova che ero presente mentalmente, che ero solido e resiliente. Una cosa è avere un’arma, un’altra è saperla usare. La verità è che il tour è diventato una lotta feroce ogni partita, lo si vede anche da quante teste di serie sono uscite: il livello medio è altissimo e Francisco oggi ha giocato un match pazzesco”.

Il match si è giocato in una atmosfera straordinaria: “Mio fratello Jacopo mi ha detto che l’atmosfera era pazzesca, gli sono venuti i brividi – racconta - ; io sentivo il rumore, ma non capivo se fosse per il mio avversario o per me, non distinguevo molto. Continuavo però a ripetermi che meritavo di essere lì, di lottare così, perché è il modo in cui mi piace giocare a tennis e che facendo così le cose buone sarebbero arrivate. Ero a un punto dal perdere, avremmo potuto essere qui con meno sorrisi, ma dentro credo che stessi sorridendo comunque: fino a poche settimane fa una partita così, per me, era quasi impensabile; quindi, sono davvero felice di aver lottato fino alla fine e ancora di più di aver vinto”.





Fonte Supertennis