4 novembre 2019


Se ne ricorderà per le statistiche, eppure è servito a illudersi, ha regalato al Napoli una speranza mentre la partita fuggiva dal proprio controllo. Ha segnato ancora lui, Arek Milik, quello da ritrovare e ora sempre presente, affezionato a questa squadra che ha riscoperto il suo bomber che s’era assentato per oltre sei mesi e ora è tornato ad essere ciò che qualcuno aveva anche dimenticato fosse: preciso, puntuale, quando serve insaziabile. Non è ancora al top ma i numeri sono dalla sua parte: cinque gol nelle ultime quattro partite, sei con quello in Nazionale, laddove tutto ha avuto inizio. Aveva solo bisogno di sbloccarsi, Milik, e ora sembra difficile da fermare. Sta segnando con una continuità sorprendente. Ora cerca il primo gol in Champions dopo i cinque in campionato. Già all’Olimpico poteva fare doppietta, s’è accontentato del più facile dei gol, ha riaperto una gara che sembrava chiusa, s’è guadagnato il pane e, forse, anche un posto in campo domani col Salisburgo.
AREK ALL’OLIMPICO. Lo scorso anno, a Roma, l’attaccante polacco segnò una rete stupenda nella porta opposta a quella dove, sabato, ha battuto Pau Lopez per il 2-1 definitivo. Uno stadio nel quale s’esalta, Milik, che aveva segnato a Roma anche contro la Lazio, un anno fa, il primo dei suoi 20 gol senza rigori dello scorso anno. Era ripartito da questa statistica, il sorridente Arek, e non poteva esaurirsi in una sola stagione la sua vena realizzativa. Serviva una scossa per ricominciare, una rete anche fortuita per riassaporare quella gioia che ne richiama altre. Ma Milik gol brutti non sa farne. Con la Polonia ha segnato con la specialità della casa, tiro mancino da fuori, mentre col Napoli si sta abituando a timbrare il cartellino ad un metro dalla porta. Come col Verona o a Roma.
CERTEZZA. Il Napoli ha ritrovato il suo bomber, una delle poche certezze di questo autunno spento, tra polemiche e mille difficoltà. Gli estremi della squadra brillano, al centro si fa fatica: Meret para e Milik segna. Si ripartirà da loro, domani, per conquistare gli ottavi di Champions League, un traguardo prezioso per lasciarsi alle spalle settimane caotiche. Milik è carico, ispirato, pronto a colpire ancora. All’andata restò in panchina, era reduce dai due gol al Verona e De Laurentiis annunciò la sua presenza in campo, ma Ancelotti puntò su Mertens (doppietta) mentre domani, sorprese a parte, sarà difficile ipotizzare una squadra orfana del suo uomo migliore.





Fonte: Tuttonapoli