9 marzo 2019


L’eliminazione dalla Champions League è sembrata la causa scatenante dell’esonero di Eusebio Di Francesco, allontanato dalla guida tecnica della squadra dopo l’uscita dalla competizione europea per mano del Porto, agli ottavi di finale. In realtà la decisione di cambiare allenatore era già stata presa da tempo dal presidente della Roma, James Pallotta, che era pronto ad esonerarlo dopo il 7-1 subito in Coppa Italia dalla Fiorentina. In quel caso, però, era stato Monchi a schierarsi dalla parte di Di Francesco e aveva convinto Pallotta a dargli un’altra possibilità. La sconfitta nel derby ha fatto scattare l’ultimatum: passare il turno sarebbe stato fondamentale per rimanere sulla panchina giallorossa, almeno per un po’ ancora. A ogni modo, prima di formalizzare l’allontanamento, il presidente si era consultato anche con la squadra: i calciatori avrebbero preferito continuare con Di Francesco e l’hanno fatto presente. Ma Pallotta è stato di diverso avviso e l’ha fatto intendere, essendo anche a conoscenza di alcune situazioni complicate nello spogliatoio della Roma successive al derby perso con la Lazio, dopo il quale ci sono state forti liti tra l’allenatore e alcuni giocatori.

Criticato anche il lavoro di Monchi

Ma non è finito solo Di Francesco al banco degli imputati allestito da Pallotta. È toccato anche a Monchi, criticato aspramente per il suo operato degli ultimi mesi. Negli ultimi giorni, lo spagnolo sembrava rassegnato per l’andamento della stagione e l’insoddisfazione del presidente ha portato a una separazione anche con lui.



Fonte: Sky Sport

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