5 marzo 2019


La montagna da scalare è alta, e per ribaltare il 2-0 del Wanda alla Juve servirà una partita perfetta. Di quelle fatte di cinismo e sacrificio: una partita alla Mario Mandzukic. 
L'identikit per tracciare la rimonta in casa passa inevitabilmente anche dal croato, pedina fondamentale negli schemi di Allegri fin dal 2015, anno del suo arrivo a Torino proprio da Madrid sponda Atletico. In colchoneros con Simeone una sola stagione, sì da venti gol ma chiusa in negativo, bruciato da un dolore alla caviglia e dall'ascesa del fenomeno Griezmann. 
Dente avvelenato con l'ex? Forse, ma probabilmente non di più del consueto agonismo che il centravanti, ex anche del Bayern, mette in ogni partita, ancor più quando l'avversario è una big del calcio italiano ed europeo.
I numeri parlano infatti chiaro, perché nell'anno dell'arrivo di Cristiano Ronaldo è stato il croato a mettere la propria firma decisiva contro gran parte delle big, tutte punite rigorosamente allo Stadium. Dal 2-0 alla Lazio di agosto alla doppietta nel 3-1 al Napoli di settembre, passando per il doppio 1-0 rifilato sia all'Inter che alla Roma sotto Natale. Quattro partite e cinque gol, sei contando anche quello al Milan a cui ha però segnato a San Siro. Corsa e tattica, certo, ma spesso Mario si ricorda perfettamente anche come fare il goleador. E di come rimontare le partite. Il precedente più simile del ritorno contro la banda di Simeone? Sicuramente nei quarti dello scorso anno contro il Real, dell'ora amico CR7: il 3-0 di Torino sembrava chiudere ogni porta ma poi fu proprio il croato a riaprirla con una doppietta al Bernabeu, prima dell'epilogo amaro col rigore decisivo subito in pieno recupero. Al ritorno sono allora due gli amuleti: Stadium più Mandzu, alla caccia del 'remontada'. 


Fonte: Sky Sport

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